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La produzione di carciofi è una tradizione molto antica a Pietrelcina, essa avviene ancora seguendo un metodo di raccolta manuale: i carciofi di Pietrelcina, infatti, si confezionano a mazzi e ogni mazzo è composto da quattro “mammarelle”, cioè i capolini centrali, legate con dei giunchi. L’operazione di legatura è detta a”ammazzamento”.
Il carciofo viene coltivato in appezzamenti di terra non molto ampi per un totale di circa 20 ettari. Grazie alle peculiarità climatiche del territorio il carciofo di Pietrelcina ha caratteristiche di gran pregio.
Consapevoli dell’importanza di questa coltura e dopo il riconoscimento delle sue qualità, i Pietrelcinesi ne promuovono la diffusione attraverso una sagra, che si tiene ogni anno, a Maggio. Questa, oltre ad essere un’occasione di incontro e di svago, rappresenta anche un buona occasione per poter conoscere i luoghi del Beato Padre Pio.

La sagra ha inizio, dopo la messa celebrata dal parroco, con la benedizione dei carciofi che vengono venduti, per tutto il giorno e fino a sera, dai coltivatori nella piazza del paese. Durante la sagra è possibile assaggiare i carciofi cucinati in diversi modi: fritti, con la pasta,con le bruschette anche se un tipico piatto locale sono le tagliatelle al ragù di carciofo.
Carri trainati dai buoi e addobbati per l'occasione, pietrelcinesi con i vestiti di un tempo, la tradizionale ed immancabile banda musicale del paese, aggiungono poi un tocco di folklore a tutta la manifestazione
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